Capo stressante: guida semi-seria al mal d’ufficio

 

Le giornate si fanno pesanti, la temperatura aumenta, i colleghi sono in ferie ed invece a voi tocca rimanere a presidiare la scrivania, magari con l’aria condizionata fuori uso, e come se non bastasse c’è lui, il capo, che non vi da tregua, vi sta con il fiato sul collo, si lamenta in continuazione e genera dentro di voi una grande, grandissima voglia di mandare tutto all’aria, alzarvi, sbattere la porta ed andarvene.

Quella forza coercitiva che si sta imprigionando di voi è lo stress, la vera malattia del secolo, quella che va eliminata prima che dal cervello passi ad influenzare concretamente altre parti del nostro corpo. Quello che viene comunemente definito stress, non è altro che una reazione fisiologica del nostro corpo, che cerca di adattarsi alle richieste del nostro equilibrio fisico e mentale influenzato da fattori esterni. E’ una sorta di campanello d’allarme per indicarci che qualcosa non sta andando per il verso giusto, è quindi bene ascoltarlo e assecondare le esigenze del nostro corpo, al quale stiamo chiedendo un eccessivo dispendio di energie.

Vita ed alimentazione sana, attività sportiva costante ma non intensiva, sono cose che aiutano a mantenere un buon equilibrio e a scaricare le tensioni, ma cosa fare quando subiamo una vera crisi che pare voglia farci esplodere di botto lì, tra la fotocopiatrice e la macchina del caffè? L’unica soluzione per gestirla è anche la più semplice: respirare!

Se potete allontanatevi qualche minuto, magari con la scusa di una telefonata o del bagno, e lasciate andare la rigidità che si è impossessata del vostro corpo. In posizione eretta con le gambe divaricate e le ginocchia un pochino flesse, appoggiate entrambe le mani appena sopra l’ombelico. Inspirate a fondo e lentamente e poi buttate fuori l’aria per un paio di minuti, o almeno fino a quando qualche collega preoccupato per la vostra assenza non busserà alla porta per sapere se siete ancora in vita.

Gli esercizi che si possono effettuare in questi casi sono molti, si tratta solo di prendere coscienza del nostro respiro e di riappropriarci delle normali capacità del nostro corpo. Per quanto riguarda il vostro capo sì, avete ragione, un po’ di silenzio aiuterebbe di certo a non accorciare il respiro (il rumore è infatti interpretato dal cervello come un segnale d’allarme), ma come comportarsi con lui? Purtroppo se lui è il capo sarà lui a comandare, tanto vale assecondarlo e non dargli occasioni per sfogare le sue frustrazioni su di noi. Invece di considerarlo un nemico proviamo a pensare a lui come un essere umano, che proprio come noi ha una vita, una famiglia, problemi da affrontare.

Non fatelo per lui ma per voi, vi accorgerete che col tempo il vostro astio diminuirà e così anche l’energia negativa che circola tra le mura del vostro posto di lavoro e che tanto è  in grado di influenzare pensieri e reazioni. E poi tenete duro, il meritato riposo arriverà anche per voi!


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