Come fare un massaggio shiatsu

La materia in questione è talmente ampia che una guida non può essere esaustiva, proviamo comunque ad elencare i punti fondamentali da toccare, in senso lato e no, per esercitare un massaggio gradevole ed efficace. 

 
Cominciamo col dire che un massaggio viene praticato per migliorare o preservare il benessere di una persona. Il massaggio svolge un'azione nel punto in cui viene eseguito, per poi produrre i suoi benefici effetti in un'area più ampia. Un massaggio ben eseguito è in grado di riattivare la circolazione, sbloccare a livello energetico, distendere una contrattura, grazie alla dilatazione dei vasi sanguigni che, inviando più sangue alle cellule, favorisce un rilassamento della muscolatura. I livelli ormonali si riequilibrano, i tessuti sono più ossigenati, le tossine eliminate: il tutto apporta un notevole beneficio al sistema nervoso. 
 
Per massaggiare in tutta sicurezza una persona è bene conoscere la muscolatura corporea, per sapere quale tecnica utilizzare in una determinata zona e con quale forza intervenire. 
 
Possiamo dividere i massaggi essenzialmente in tre tipologie: lo shiatsu; il linfodrenaggio; la riflessologia (il massaggio estetico merita un discorso a parte).
 
Cos'è lo Shiatsu
 
Questo nome giapponese significa “pressione con il pollice” e nasce da una filosofia che va oltre la necessità di lenire un dolore, si tratta di qualcosa di molto spirituale, che percepisce la malattia come frutto di uno squilibrio più ampio (stile di vita, tensioni, atteggiamenti) del soggetto trattato. Secondo lo shiatsu, l'energia si diffonde nel corpo secondo dei tracciati, i meridiani, che sono in stretto collegamento con gli organi vitali. In quest'ottica, la malattia e il dolore non sono altro che il risultato di energia bloccata (tsubo) all'interno di questi canali. L'energia andrà stimolata quando viene a mancare e andrà calmata quando questa si presenta in eccesso: tutto nel corpo deve essere in equilbrio.
 
E'importante conoscere il reticolo energetico del corpo umano, perché non sempre si dovrà trattare la zona dolorante per guarirla (es. trattare braccia e gambe per lenire un dolore alla testa). Nella pratica, lo shiatsu utilizza la pressione dei palmi a delle mani, questo per individuare la presenza di uno tsubo in un punto del corpo. 
 
Mappa indicativa dei meridiani
 
Meridiano del polmone: inizia nella parte centrale dell'addome, scende sotto all'ombellico e poi si irradia fino alla gola e da lì all'interno del braccio sinistro, fino al pollice. La sua funzione è di immettere energia che stimoli la difesa del corpo e l'eleminazione delle sostanze tossiche. Sintomi: respirazione difficoltosa, contrazione muscoli del torace, dolore al pollice. Disturbi: pesantezza, mal di testa, carenza di energia, incapacità di rilassarsi, depressione ostacoli alle relazioni sociali.
 
Meridiano intestino crasso: dalla punta del dito indice percorre l'esterno del braccio sinistro, giunge alla spalla e da l' si dirama verso il naso e verso l'intestino. La sua funzione è favorire il lavoro dei polmoni ed eliminare le scorie. Sintomi: cefalea, tonsilliti, problemi nella zona del bacino, diarrea. Disturbi: problemi a livello intestinale, vie nasali secche, rigidità di collo e braccia, occhi spenti.
 
Meridiano dello stomaco: inizia accanto al nasosale fino alla fronte e scende fino alla punta del piede. La sua funzione è di regolare lo stomaco, l'esofago, il ciclo mestruale e le funzioni sessuali. Sintomi: bulimia e anoressia, vomito, gastriti. Disturbi: dolori alle spalle, stanchezza, influenza, dolori in zona cardiaca.
 
Meridiano della milza: dall'interno dell'alluce rislae fino alla gola passando per il diafframma e il cuore. Regola digestione e intestino. Sintomi: digestione lenta, dolori alla colonna vertebrale. Disturbi: perdita di memoria, stanchezza, sete, rigidità. 
 
Meridiano del cuore: parte dal cuore e si ramifica verso l'occhio, il mignolo e l'ombellico. Regola la circolazione del sangue e adatta all'organismo gli stimoli esterni. Sintomi: mani sudate, irrequietezza, timidezza, scarsa volontà. Disturbi: tensione al plesso solare, disturbi cardiaci, irritazione alla gola, difficoltà digestive, introversione. 
 
Meridiano dell'intestino tenue: parte dalla punta del dito mignolo, passa dalla parte esterna della mano, arriva alla spalla e lì si divide: un ramo verso il ventre, l'altro verso la tempia sinsitra. Condiziona la funzionlaità dell'intero organismo. Sintomi: irrequietezza e affaticamento. Disturbi: anemia, pesantezza alle gambe, appendicite, irregolarità ciclo, emicranee. 
 
Meridiano della vescica: inizia nell'angolo interno dell'occhio e passando per fronte e testa attraversano la schiena, fino ad arrivare alla punta del piede, passando per parte posteriore della gamba e tallone. Controlla la funzionalità degli organi preposti alla depurazione. Sintomi: cefalea, tendenza ad incurvare il dorso, disturbi all'utero, dolori cervicali e alla nuca. Disturbi a carico del sistema nervoso vegetativo. 
 
Meridiano del rene: inizia sotto al quinto dito del piede, rislae l'arco del piede, passa per l'interno della gamba e si dirama all'altezza dell'inguine verso la gola e verso l'anca. Regola il sistema endocrino e purifica il sangue. Sintomi: cute secca, ossa fragili, minzione frequente, lombalgia, insonnia, rigidità, stanchezza cronica. Disturbi: ansia, tensione muscolare, ipersensibilità.
 
Meridiano del pericardio: inizia sul petto e si dirama verso il dito medio e il basso ventre. Regola le funzioni circolatorie. Sintomi: difficoltà a deglutire, tonsilliti, aritmia, dolori al torace. Disturbi: insonnia, problemi di concentrazione, elevata emotività.
 
Meridiano del triplice riscaldatore: parte dalla punta dell'anulare, passa per il dorso della mano e giunge all'interno della spalla. Regola la funzionalità generale dell'organismo. Sintomi: reniti e tonsilliti, aumento del volume dei linfonodi cervicali, stasi di liquidi. 
 
Meridiano della vescicola biliare: parte dall'esterno dell'occhio e poi procede a zig zag verso la sommità del capo e verso la punta del piede. Distribuisce le sostanze nutritive all'organismo. Sintomi: stanchezza agli occhi e agli arti finora, stipsi o diarrea, inappetenza o aumento di grasso e peso. Disturbi: esagerata emotività,timidezza, indecisione, affaticamento. 
 
Meridiano del fegato: dalla punat dell'alluce risale fino alla sommità del capo, passando per la parte interna della gamba e dalla zona pubica. E'legato al deposito di sostanze nutritive ed energetiche per svolgere attovità fisiche. Sintomi: vertigine, anoressia, rigidità muscolare, digestione difficile, infiammazione agli organi genitali. Disturbi: insofferenza, ostinazione, impazienza, impulsitvità, bulimia.
 
Vaso governatore: parte dalla cavità perlvica e scende fino al perineo, mentre nell'altro senso sale fino al capo per poi giungere fino alla fronte. Controlla e regola il flusso di energia nei meridiani. Sintomi: ipersensibilità emotiva, anoressia, cefalea, dolri alla schiena, paralisi.
 
Vaso di concezione: dalla cavità pelvica attraversa la zona pubica e passando per addome e gola temina sotto alle cavità oculari. Regola la rete dei meridiani. Sintomi: disturbi all'apparato uro genitale, infezioni alla vescica, problemi gastro-intestinali, gonfiori addominali, ernia. 
 
Tecniche di massaggio
 
Sfioramento
E'la manovra che precede tutti gli altri tipi di massaggio, movimenti lenti e molto leggeri da eseguire con il palmo della mano, a mano piena. Le mani devono scorrere dandosi il cambio e devono seguire la direzione dei muscoli, lungo la schiena, le braccia e le gambe. 
 
Frizione
Questa tecnica è molto simile a quella dello “sfioramento”, ma va eseguita con maggiore energia. In questo modo andranno ad essere trattati gli strati più profondi della cute, che andranno a trasmettere l'effetto ai tessuti sottostanti. Si usa per mobilizzare emetomi e per irdare elasticità ai tessuti. Si inizierà frizionando i tessuti adiacenti all'area da trattare (dolorante) per poi arrivare direttamente a massaggiare la regione interessata. Andranno praticati movimenti lineari e lenti in senso trasversale alle fibre muscolari e ai tendini. Durante la frizione saranno usati i polpastrelli delle dita, specialemnte sui muscoli piatti, provocando dolore nella zona infiammata. E'opportuno quindi interrompere spesso la frizione ed alternarla con lo sfioramento. 
 
Pressione
La pressione ha della caretteristiche in comune con la frizione. Infatti consiste in una lenta e profonda frizione effettuata con i polpastrelli del pollice o di altre dita unite, o con il pugn chiuso e il palmo della mano nel caso si debbano trattare su parti molli, ricche di masse muscolari. La mano e le dita devono trovarsi in posizione verticale rispetto alla zona presa in esame.
 
Percussione
Colpi ravvicinati, ritmici, da effettuare più o meni veloemene con i lati esterni delle mani. Questa tecnica comporta uno stimolo meccanico ai muscoli, accrescendone la vitalità e accelerando la velocità delle corrente endo-venosa. 
 
Vibrazione
Con la punat delle dita o con il palmo della mano si trasemttono scosse rapide e continue, che andranno a tonificare il muscolo.
 
Petrissage
Si pizzicano le spalle, utilizzando il pollice e le altre dita. Stesso discorso per gembe e schiena.
 
Rotazione
Movimenti sciolti a carico delle giunture.
 
Impastamento
Questa tecnica serve per spremere i tessuti e va praticata su cosce, natiche e regioni dotate di masse muscolari voluminse. Si inizia con una presa palmare di entrambe le mani, si spreme il muscolo, lo si solleva e poi lo si rilassa. Bisogna continuare per tutta la lunghezza del muscolo. E' una tecnica che richiede esercizio e manualità. 
 
Cosigli:
  • la persona da massaggiare deve essere sdraiata su un piano non troppo duro né troppo morbido;
  • l'ambiente deve essere riscaldato e il paziente va coperto subito dopo aver finito il trattamento, per non rischiare contratture;
  • se la schiena appare arcuata, porre un cuscino sotto alle ginocchia o sotto all'addome a seconda che il paziente sia supino o prono;
  • utilizzare un olio o un unguento per facilitare e rendere più gradevoli le operazioni di massaggio;
  • riscaldare le mani prima di iniziare a massaggiare;
  • per esercitare più pressione usate il vostro peso e non la vostra forza;
  • non limitarsi a massaggiare una sola parte del corpo, la sensazione per il paziente deve essere uniforme e gradevole, quindi se trattate la parte destra delle schiena passate poi a trattare anche la sinistra;
  • non saltate da un parte all'altra del corpo, eseguite movimenti fluidi e continui, come se stesse seguendo un percorso;
  • non massaggiate per meno di 30/40 minuti, se non avete questo tempo a disposizione, rimandate.

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