10/08/2012 | scritto da Staff

Valentino Rossi lascia la Ducati

Dopo tante incomprensioni e malumori, Valentino Rossi e la Ducati si sono finalmente parlati con franchezza e hanno deciso di prendere strade diverse.

Quello che inizierà ad Indianapolis il prossimo 19 agosto sarà quindi l'ultimo MotoGP che Valentino correrà per la storica casa italiana (ora però in mano alla tedesca Audi), la quale ha annunciato oggi con un comunicato stampa quello che sarà il futuro della collaborazione con il nove volte campione del mondo.

Ducati comunica che alla fine del Campionato del Mondo MotoGP 2012 si concluderà il rapporto di collaborazione con Valentino Rossi. Ducati fa gli auguri al pilota italiano per le nuove sfide che andrà ad affrontare, continuando nel frattempo a mettere in campo tutte le sue energie per condividere un finale di stagione in crescita” si legge nella comunicazione ufficiale senza alcun accenno alle problematiche che hanno costellato il binomio Rossi-Ducati.

Tutt'altro spirito in casa Yamaha, dove non hanno perso tempo ad informare il mondo intero della firma che Rossi avrebbe già apposto su un contratto che lo legherebbe al team giapponese per le stagioni 2013 e 2014. Con i nipponici Valentino era riuscito ad aggiudicarsi ben quattro motomondiali (2004, 2005, 2008 e 2009), la decisione di tornare alla Yamaha sembra quindi dettata dalla voglia di tornare ad essere il numero uno, cosa che in Ducati è sempre parsa essere un sogno lontano.

Valentino Rossi è in assoluto il pilota più estroverso che abbia mai messo piede in un circuito, sono ormai leggendarie le sue trovate goliardiche per festeggiare le vittorie. Può contate su uno stuolo di tifosi accaniti in ogni parte del mondo, affascinati dal suo stile allegro, simpatico e, certamente, vincente.

Nonostante abbia potuto vantare il diritto di gareggiare con il numero 1 in bella vista, Valentino ha sempre voluto scendere in pista con il suo adorato 46, il numero che ha utilizzato fin dall'inizio della sua carriera e che era lo stesso usato dal padre, Graziano Rossi, anche lui pilota fino al 1982.