29/10/2012 | scritto da Staff

Uragano Sandy soffia sulle elezioni USA

Le condizioni meteo sono in grado di condizionare, in positivo e in negativo, la giornata di ognuno di noi ma possono anche andare molto oltre.

 
Negli Stati Uniti, dove è iniziato il conto alla rovescia per le elezioni presidenziali, il clima potrebbe vanificare o dare l'incentivo definitivo agli sforzi elettorali dei due candidati alla Casa Bianca. L'allerta per l'uragano Sandy è scattata anche nell'area di New York ein tutto il New Jersey, dove tutto si è fermato e sono state evacuate oltre 370 mila persone: il momento di massima pericolosità è atteso per le 19.00, ore italiana. 
 
Barack Obama e Mitt Romney sono stati costretti ad annullare diversi comizi e vivono con preoccupazione l'evolversi della situazione, e non solo perché interessati all'incolumità del popolo americano.
 
Obama, votando anticipatamente a Chicago qualche giorno fa, aveva puntato molto sull'early voting, ossia la possibilità di recarsi alle urne già nei giorni precedenti al “primo martedì dopo il primo lunedì di novembre”, giorno in cui storicamente si elegge, o rielegge, il presidente degli Stati Uniti di America. Scelta dettata dalla necessità di coinvolgere un elettorato sempre più pigro e dal desiderio di mettersi al riparo da scandali, gaffe, sorpassi dell'ultimo minuto che potrebbero far pendere l'ago della bilancia improvvisamente a favore di un candidato piuttosto che un altro.
 
L'incognita Sandy sta spaventando tutta la costa est ed è quindi difficile che molte persone riescano a recarsi alle urne in questi momenti concitati, facendo saltare alcune delle previsioni di voto che tanto piacciono agli istituti di statistica d'oltre oceano, che in ogni caso continuano a segnalare, con diverse percentuali di scarto a seconda dei casi, in testa ai sondaggi l'attuale presidente U.S.A. Barack Obama.
 
L'aspetto meno controllabile dell'impatto di Sandy sulle elezioni è rappresentato dalla gestione dell'emergenza, dalle misure preventive fino ai soccorsi. Un lavoro ben fatto garantirebbe ad Obama un'ondata di voti extra, dovuti all'upgrade di immagine che ricadrebbe direttamente su di lui. Viceversa, dovessero sorgere polemiche (che siamo sicuri gli avversari non mancheranno di sollevare) o esserci vittime, la popolarità del Presidente subirebbe un declino e la spinta emotiva dell'evento andrebbe certamente a favore dell'avversario Mitt Romney.
 
Saranno forse solo corsi e ricorsi storici, ma ricordate Bush ai tempi di Katrina nel 2005?