02/01/2012 | scritto da Staff

Tutti allo stadio...per sciare!

In occasione delle Olimpiadi del 2008 la Cina volle fortemente offrire al mondo intero un'immagine di sé che fosse la migliore possibile. Grandezza, bellezza ed efficienza dovevano essere le qualità impresse nel ricordo collettivo a Giochi conclusi.

Dopo aver costruito un maestoso stadio nel 1999, pensato per ospitare le cerimonie di apertura e chiusura, qualcuno si accorse che la località in cui sorgeva il Guandong Olympic Stadium (questo il nome dell'impianto) distava troppo dalla capitale. Che fare? Nel 2002 venne indetta una gara tra i migliori architetti del mondo per la costruzione di un nuovo, avveniristico stadio da innalzare, questa volta, nella città di Pechino.

A vincere la sfida furono gli architetti svizzeri Herzog & de Meuron, che diedero vita allo Stadio Nazionale di Pechino, meglio come conosciuto come “Nido d'uccello”. Il soprannome deriva dalla sua copertura, indipendente dalla struttura interna, che appare come una gigantesca griglia d'acciaio chiusa da uno strato di materiale semi-trasparente. 250.000 mq per uno stadio capace di ospitare 80.000 persone (dovevano essere 91.000 prima del ridimensionamento del progetto, resosi necessario per i costi a dir poco proibitivi).

Al termine dell'estate del 2008 l'edificio ha rischiato l'inutilizzo, ma la saggezza cinese non poteva certo permetterlo! Il “Nido d'uccello” è stato trasformato in un impianto sciistico frequentato ogni giorno da migliaia di persone. Grazie alla quotidiana opera di decine di cannoni per la neve artificiale, ci si può sbizzarrire sulle discese (gli spalti?) con sci, snowboard e slitte, queste ultime utilizzate soprattutto dai più piccoli.

Una conversione strana quella di questo impianto, ma forse, considerati i 325 milioni di euro per costruirlo, ne è valsa la pena.

 

(Fonte: Ansa)