25/10/2012 | scritto da Staff

Silvio Berlusconi si ritira. Per quanto tempo?

Alla fine, pare, se ne andrà davvero. Dal mondo della politica, da quello del calcio, da quello della comunicazione.

“Per amore dell'Italia” aveva creato il suo partito vent'anni fa e sempre per “amore dell'Italia”, dice, non si presenterà di nuovo alle elezioni, lasciando spazio ai più giovani che, però, sarà sempre pronto a seguire e consigliare.

Cotanta saggezza arriva da Silvio Berlusconi, l'ex presidente del Consiglio che come nessuno mai è riuscito a catalizzare l'attenzione su di sé, sul proprio controverso personaggio che da sempre ha preceduto e quasi oscurato il suo ruolo istituzionale. Convinto di aver traghettato l'Italia verso porti sicuri, auspica che la nuova generazione del partito sappia ripetere il “suo” miracolo, datato 1994, e che si riesca a bloccare le spinte retrograde di una sinistra, responsabile del debito pubblico che ci sta attanagliando, che non desidera altro che tornare ad un sistema quanto più centralizzato possibile.

Si definisce un riformatore e appare fiero del percorso che l'ha condotto fin qui, la deriva italiana non sembra riguardarlo, stando a quanto scritto sul comunicato stampa. Amato e odiato che sia, il ritiro di Berlusconi rappresenta un momento storico per il nostro Paese. Staremo a vedere quanto davvero riuscirà a rimanere in panchina, a fare l'osservatore da quello scranno del Senato che lo attende.

Entro dicembre sarà eletto il suo successore all'interno del Popolo delle Libertà, ma siamo sicuri che chiunque sia dovrà sempre e comunque fare i conti con il “padre nobile”, quel cavaliere che, in fondo, non se ne andrà mai sul serio.