06/07/2012 | scritto da Staff

Obama “scommette” sull'America: iniziata la nuova campagna elettorale

Dopo “Yes, we can”, lo slogan che puntando sul concetto di sforzo collettivo aveva aperto le porte della casa bianca a Barack Obama, per questa nuova tornata elettorale il Presidente degli Stati Uniti punta tutto su “Betting on America”.

Ieri in Ohio, alla prima tappa del tour che lo porterà in giro per gli Stati Uniti a bordo del suo “Ground Force One”, il bus presidenziale scelto per gli spostamenti in un'ottica di consolidamento dell'immagine low profile, corroborata dalla classica camicia sportiva, Obama ha esordito con la sua “Scommessa”. Scommette sull'America, sugli americani, sui posti di lavoro che vanno difesi. Conscio dei problemi che affliggono l'America e il resto del mondo, Obama punta sulla convinzione che gli Stati Uniti e i cittadini ce la faranno a rinascere, a ricominciare, a tornare grandi trascinando a riva anche la malconcia Europa.

Capro espiatorio del discorso del Presidente è stata la Cina, accusata di imporre dazi inaccettabili sulle automobili americane, con una chiara frecciata al rivale Romney che lo aveva pesantemente criticato per gli aiuti concessi al settore auto. Non a caso a pochi chilometri da Toledo, la città dove si è svolto il comizio, sorge uno stabilimento Jeep, appartenente al gruppo Chrysler. 

Obama è reduce della battaglia che l'ha visto combattere per far passare la sua Helthcare reform, la quale ha ottenuto il primo consenso da parte della Corte Costituzionale. Il programma prevede l'obbligo per tutti di stipulare un'assicurazione sanitaria, pena una sanzione, con vari punti cardine che sembrano il primo vero passo per la creazione di uno Stato assistenziale anche negli Stati Uniti: copertura più ampia per chi già dispone un’assicurazione; cure garantite ai minori affetti da patologie congenite da parte delle assicurazioni; nascita di un’assicurazione non-profit CO-OP diretta da consumatori; garanzie per lavoratori, over 65 e malati cronici. Fantascienza per noi poveri Italiani, soprattutto se si pensa che gli Usa rappresentano il maggiore esempio di Stato evoluto, o almeno così vogliono presentarsi, e ancora parte dei politici si schiera nettamente a favore delle assicurazioni private lasciando al proprio destino chi non se ne può permettere una.

Tornando a quanto accaduto ieri in Ohio, appaiono deboli le accuse di Obama nei confronti della Cina, a fronte di una crisi mondiale che ha origine soprattutto dal sistema bancario e non di certo dal mercato automobilistico. Obama scommette sull'America, noi scommettiamo che nessuno vuole assumersi le proprie responsabilità.