27/12/2011 | scritto da Staff

Dopo il Natale low cost, si aspettano con preoccupazione i saldi invernali

Che si sarebbe trattato di un Natale sotto tono era chiaro a tutti, e ora che cenoni e tombolate con i perenti sono terminati i dati ufficiali confermano le previsioni.

Secondo Coldiretti la spesa per le Feste è calata di un significativo 18%, l'ultima volta che era andata così male era il 2001 e il mondo era ancora scosso dall'attentato alle Torri gemelle. Secondo il Codacons non è andata meglio nemmeno sul fronte regali, voce di spesa ampiamente ridotta dalla maggior parte degli italiani, troppo tartassati dalla crisi e sempre più preoccupati per le nuove tassazioni imposte dalla Manovra. Un crollo che ha raggiunto addirittura il 30% in meno rispetto al 2010 e che ha visto orientare la scelta di chi non ha voluto rinunciare a mettere dei pacchetti sotto l'albero verso oggetti cosiddetti “utili”.

Il pessimismo e i salati conti da pagare influenzeranno purtroppo anche i saldi, che partiranno ufficialmente (da alcuni giorni molti negozi hanno già iniziato in modo ufficioso le svendite) il 5 gennaio 2012. Sempre il Codacons ha comunicato una riduzione delle vendite che potrebbe superare di molto il 35%.

Gli stili di vita stanno evidentemente, e forzatamente, cambiando, ma alla rassegnazione ad un periodo di austerity, che speriamo duri il più brevemente possibile, si accompagna inevitabile una domanda: come pensano Monti e compagni di rilanciare il Paese se non viene assunta nessuna misura volta alla ripresa dei consumi?

Dalle indagini di questo ultimo mese non risulta un calo solo nel settore calzature e abbigliamento, ma anche di beni primari come il cibo, sempre più acquistato nel territorio di provenienza per sfruttare i benefici (economici) del Km Zero. Ma qui il gusto per la tradizione non c'entra purtroppo, per la prima volta dopo anni un appuntamento così importante come il Natale ha veramente dovuto fare i conti anche con il costo di pandori, panettoni, frutta secca e tutto il classico repertorio del pranzo natalizio.

Con la speranza che questo sia servito almeno a riavvicinare gli italiani agli ottimi prodotti nostrani, ci auguriamo che il 2012 veda un'Italia in ripresa, di nuovo con la voglia di guardare al futuro.