07/11/2012 | scritto da Staff

Il discorso di Obama dopo la vittoria “Avanti”

Barack Obama si conferma come 44esimo presidente degli Stati Uniti d'America. Dopo una lunga attesa dovuta alla poca voglia di Romney di salire sul palco dichiarando la propria sconfitta, il vincitore, accompagnato da moglie e figlie, ha finalmente potuto pronunciare il suo discorso.

 
Ecco il testo integrale: 
 
Stasera, oltre 200 anni dopo che una piccola colonia si è guadagnata il diritto di scegliere il proprio destino, il nostro cammino verso il perfezionamento della nostra unione va avanti. E va avanti grazie a voi, va avanti perché voi avete nuovamente affermato lo spirito che ha vinto sulla depressione, sulle guerre, lo spirito che ha fatto rinascere questo Paese dalle sue ceneri e che ha riportato speranza, la speranza che ciascuno di noi può realizzare i propri sogni: noi siamo una famiglia americana e noi prosperiamo o cadiamo insieme come una nazione e come un unico popolo.
 
Stasera durante questa elezione, voi, i cittadini americani, ci avete ricordato che la battaglia è stata dura, il viaggio è stato lungo, ma siamo riusciti a riprenderci, abbiamo trovato la strada giusta, e sapevamo che nei nostri cuori per gli Stati Uniti d'America il meglio deve ancora venire. Voglio ringraziare ogni americano che ha partecipato a queste elezione. Sia che abbiate votato con il voto anticipato, sia che abbiate aspettato in fila il vostro turno per depositare il vostro voto (a proposito, dobbiamo risolvere questo problema delle file), che abbiate utilizzato il telefono o che siate rimasti ad aspettare seduti sul marciapiede, che abbiate mostrato un cartellone con il nome Obama o con il nome Romney, avete dato un segnale, avete fatto la differenza.
 
Ho parlato con il governatore Romney, gli ho fatto le mie congratulazioni, sia a lui sia a Paul Ryan, per una campagna elettorale davvero dignitosa che hanno condotto. La battaglia è stata dura, ma è stata dura perché amiamo profondamente questo Paese e ci teniamo molto al futuro di questa nazione. Dalla Georgia e in tutto il resto del Paese, la famiglia Romney ha deciso di servire questo Paese, e questo è un dono che hanno fatto a questo Paese che apprezziamo e che elogiamo stasera. Nelle prossime settimane sono impaziente di parlare nuovamente con il governatore Romney per trovare delle soluzioni comuni per fare andare avanti questo Paese.
 
Voglio ringraziare il mio amico e partner degli ultimi vent'anni, il vice-presidente degli Stati Uniti Joe Biden, anche conosciuto con il nome di guerriero d'America. E non sarei l'uomo che sono oggi senza la donna che vent'anni fa ha detto sì quando le ho chiesto di sposarmi.
 
Voglio dirlo pubblicamente: Michelle, non ti ho mai amato così tanto, non sono mai stato così orgoglioso di guardare tutti gli altri americani innamorarsi di te, man mano che ti conoscevano. Sasha e Malia, crescerete e diventerete due ragazze, intelligenti proprio come vostra madre, e sono così orgoglioso di voi, ma per ora probabilmente un cane è già abbastanza.
 
Al miglior team di questa campagna elettorale, ai migliori volontari nella storia della politica, i migliori. I migliori di sempre. Alcuni di voi hanno partecipato alla campagna elettorale per la prima volta, altri invece erano al mio fianco fin dall'inizio, ma siete tutti come una famiglia per me, a prescindere da quello che fate o quello che farete in futuro, porterete con voi il ricordo di questo momento storico che abbiamo creato insieme. E continuerete ad avere la mia gratitudine per tutta la vita: grazie per aver creduto in me, per tutto questo tempo, ogni volta che c'è stato un ostacolo, ogni volta che c'è stata una difficoltà, avete sollevato il mio spirito e lo avete fatto per tutta la durata della campagna, per questo vi sarò sempre grato, vi sarò grato per tutto quello che avete fatto e per il lavoro eccezionale che avete svolto.
 
So che le campagne elettorali a volte possono sembrare una cosa piccola, anche sciocca, e questo dà materiale ai cinici che possono dire che la politica non è altro che un campo di battaglia per galli che continuano a scontrarsi, ma se si ha l'opportunità di parlare con le persone che vengono ai comizi elettorali nelle palestre delle loro scuole, vi renderete conto che si tratta di persone che spesso percorrono migliaia di chilometri per venirci ad ascoltare. E si scopre anche un'altra cosa: si scopre che c'è la determinazione in coloro che organizzano queste manifestazioni, persone che vanno al college che vogliono che anche i loro figli abbiano l'opportunità di frequentarlo. Scoprirete l'orgoglio nella voce dei volontari che bussano ad ogni porta perché finalmente i loro fratelli sono stati assunti dall'azienda automobilistica e possono tornare a lavorare, scoprirete il patriottismo nelle mogli dei soldati che aspettano la sera di sentire i loro mariti e sanno che i loro mariti stanno servendo il Paese e che quando torneranno a casa troveranno un lavoro pronto ad aspettarli e non dovranno combattere per trovarne uno. Ed è per questo che facciamo tutto questo, è questo che la politica può essere. E' per questo che le elezioni sono importanti, che contano. Non è una cosa piccola anzi è una cosa enorme, è una cosa importante.
 
La democrazia in un Paese di 300 milioni di abitanti può essere complicata, può essere caotica, ciascuno di noi ha le proprie idee, ha le proprie opinioni, ciascuno di noi crede in determinate cose, quando attraversiamo un momento difficile, quando dobbiamo prendere delle decisioni importanti come Paese è necessario, è imprescindibile che ci siano delle controversie, che gli animi si accendano e questo non cambierà sicuramente dopo queste elezioni, non dovrebbe cambiare. Questi dibattiti che abbiamo sono un segno distintivo della nostra libertà. Non dobbiamo dimenticare mai che mentre siamo qui a parlare ci sono persone in altri Paesi che rischiano la vita solo per avere l'occasione di poter avere un dibattito, poter avere l'occasione di votare così come avete fatto voi oggi e come ho fatto io oggi.
 
Ma nonostante tutte le nostre differenze la maggior parte di noi condivide la stessa speranza per il futuro dell'America. Vogliamo che i nostri figli crescano in un Paese dove hanno accesso ai migliori insegnati, al miglior sistema di istruzione possibile, un Paese che rispetta la propria posizione di leader dell'innovazione e della tecnologia, dove ci sono nuove imprese, dove ci sono nuove occupazioni, nuovi posti di lavoro. Vogliamo che i nostri figli crescano in un'America che non è schiacciata dal peso dei debiti, dove non c'è la diseguaglianza, dove il pianeta non viene distrutto dal clima che cambia. Vogliamo lasciare ai nostri figli un Paese che sia sicuro, che sia ammirato dal resto del mondo, un Paese che è difeso dalle forze armate migliori del mondo, dai soldati migliori che questo mondo abbia mai visto. Ma anche un paese dove si può vivere con fiducia, per cercare di segnare una pace che porti con sé una promessa di dignità e libertà per ogni essere umano. Crediamo in un'America generosa, in un'America compassionevole, nel senso più ampio del termine: in un'America tollerante che è aperta ai sogni della figlia di immigrati che studia nelle nostre scuole e promette realtà a questo Paese; al ragazzo sulle strade di Chicago che vuole vedere oltre l'angolo della strada, vuole avere delle opportunità per il suo futuro; ai figli degli operai del North Carolina che vogliono diventare ingegneri, dottori, scienziati, imprenditori, diplomatici o anche Presidente degli Stati Uniti. E' questo il futuro in cui crediamo, è questa la visione che condividiamo, questa la direzione che dobbiamo seguire, in avanti, dobbiamo andare avanti. Sicuramente ci saranno disaccordi riguardo a come arrivare alla nostra destinazione, ma come è successo negli ultimi due secoli il progresso non segue una linea retta, non è sempre un percorso senza ostacoli, ci sono delle frizioni, ci sono degli ostacoli, ma grazie alla speranza, grazie ai nostri sogni possiamo risolvere le nostre divergenze, possiamo superare gli ostacoli, possiamo riuscire a costruire il consenso, possiamo scendere a dei compromessi che siano utili per andare avanti nella direzione giusta, ma quel legame comune...è da lì che dobbiamo partire.
 
La nostra economia può riprendersi, dieci anni di guerra stanno per finire, una lunga campagna elettorale è arrivata al termine, e che io abbia o meno guadagnato il vostro voto ho sicuramente ascoltato tutti voi, ho imparato da voi, e mi avete reso un presidente migliore. Ho ascoltato le vostre storie, vi ho sentito raccontare delle vostre battaglie e tonerò alla casa bianca più determinato, più ispirato che mai per costruire un futuro migliore per questo Paese. Stasera avete votato in favore dell'azione non per la politica come l'abbiamo conosciuta fin'ora, ci avete scelti per concentraci sui vostri posti di lavoro, non sui nostri, e nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, voglio collaborare con i leader di entrambi i partiti in modo trasversale per risolvere ed affrontare le sfide che riguardano tutti: ridurre il debito pubblico; riformare il codice tributario; migliorare l'istruzione; avere indipendenza dal petrolio straniero; c'è moltissimo lavoro da fare. Ma questo non significa che voi invece avete finito con il vostro lavoro, il ruolo dei cittadini nella nostra democrazia non finisce con il voto.
 
L'America non è mai stata quello che può essere fatto per noi, è sempre stata quello che noi possiamo fare per il nostro Paese. Questo è un lavoro necessario se si ha la possibilità di scegliere il proprio governo, è su questo principio che si fonda questo Paese. Questa nazione è più ricca di qualsiasi altra nazione al mondo ma non è questo che ci rende ricchi; abbiamo le forze militari più forti della storia ma non è questo che ci rende forti; la nostra cultura, le nostre università non è questo che convince tutti a voler venire in America: quello che rende l'America eccezionale è il legame che tiene uniti tutti i cittadini della nazione più diversa del mondo, la convinzione che questo Paese funzioni solo quando accettiamo gli obblighi nei confronti degli altri, nei confronti delle generazioni del futuro, e accettiamo la libertà per cui moltissimi americani hanno lottato e sono morti, accettiamo le responsabilità e teniamo a cuore coloro che amiamo, teniamo presente il patriottismo. E' questo che rende grande l'America.
 
Stasera sono pieno di speranza perché ho visto qual'è lo spirito che può far funzionare l'America: ho visto delle imprese a conduzione familiare dove gli imprenditori non volevano licenziare i loro lavoratori e si sono ridotti lo stipendio pur di non licenziare dei dipendenti; ho visto dei soldati che si sono arruolati nuovamente dopo aver perso un arto, salendo su scale impervie sapendo che c'era qualcuno dietro di loro pronto ad aiutarli; ho visto sulle coste di New York e del New Jersey i leader di ogni partito di ogni livello di governo mettere da parte le proprie differenze per aiutare la ricostruzione di una comunità che è stata colpita da un uragano terribile.
 
Proprio l'altro giorno nell'Ohio ho visto un padre che ha raccontato la storia di sua figlia di otto anni che ha lottato per molti anni contro la leucemia. Questo è stato un durissimo colpo per la sua famiglia ma è riuscita da avere l'assicurazione sanitaria proprio qualche mese prima che la sua compagnia di assicurazione stava per rifiutargliela grazie alla riforma del sistema sanitario. Non solo ho parlato con il padre di questa fantastica bambina ma ho incontrato anche la bambina stessa, e ascoltando la storia di questo padre ho notato che tutti i genitori che si trovavano in quella stanza avevano le lacrime agli occhi, perché sapevamo che quella bambina poteva essere nostra figlia e so che ciascun americano vuole che il suo futuro sia brillante.
 
E' questo che siamo ed è questo il Paese che sono orgoglioso di guidare come vostro Presidente. E stasera, nonostante tutte le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, nonostante tutte le frustrazioni che Washington può provocare, non sono mai stato più pieno di speranza riguardo al nostro futuro, non ho mai avuto speranze migliori riguardo all'America, e chiedo a voi di sostenere questa speranza. Non sto parlando di ottimismo cieco non sto parlando di quel genere di speranza che ignora quali sono le sfide che dobbiamo affrontare e gli ostacoli che dobbiamo superare, non sto parlando dell'idealismo che ci convince  a stare nelle retrovie senza lottare, ho sempre creduto che la speranza sia quella cosa testarda dentro di noi che insiste anche quando le circostanze dicono il contrario, la convinzione che ci sia qualcosa di meglio in fondo alla strada e che ci convince quindi a continuare a lottare, a lavorare, a difendere quello in cui crediamo.
 
America io credo che possiamo costruire a partire dal progresso che abbiamo raggiunto, lottare per nuove possibilità,  creare nuovi posti di lavoro, una sicurezza per la classe media, credo che possiamo mantenere la promessa dei nostri padri fondatori, l'idea che se si lavora duramente non importa da dove si proviene, non importa chi siete o quale è il vostro aspetto, chi si ama, se si è bianchi se si è neri, se si è ispanici se sì ispanici, se siete nativi americani, giovani, vecchi, poveri, se si è gay o non si è gay, qui in America si riesce a realizzare un sogno.
 
Credo che possiamo costruire questo futuro insieme perché non siamo miopi come suggerisce la nostra politica, non siamo cinici come alcuni credono, siamo più grandi delle nostre ambizioni individuali e significheremo di più come una collettività e più di stati rossi e stati blu. Perché noi siamo i cittadini degli Stati Uniti d'America e insieme con il vostro aiuto e l'aiuto di Dio continueremo nel nostro viaggio per andare avanti e ricorderemo al mondo perché viviamo nella nazione più grande della terra.
 
Grazie America, che Dio ti benedica. Che Dio benedica gli Stati Uniti d'America.