23/07/2012 | scritto da Staff

Capodanno 2013 a Venezia: tutti in maschera!

Per evitare di rimanere bloccati in casa e per approfittare delle offerte legate all'early booking, sono tante le persone che organizzano il proprio ultimo dell'anno con mesi e mesi d'anticipo. Del resto chi desidera trascorrere le vacanza natalizie nei centri più esclusivi e salutare l'anno nuovo in grande stile deve fare i conti con l'enorme richiesta di quel periodo che rischia di far saltare i progetti festaioli se non si agisce con lungimiranza.

Una delle mete più gettonate è senza dubbio, per molti, Venezia, che sicuramente anche quest'anno accoglierà in piazza San Marco, e non solo, milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Per gli appassionati della Laguna è già in serbo una bella sorpresa, oltre al consueto spettacolo offerto dai fuochi d'artificio, gli spettacoli e l'impagabile bellezza della città stessa.

La volontà dell'amministrazione veneziana di fare del Carnevale un appuntamento ancor più trainante, ha portato Venezia Marketing Eventi ad elaborare una programmazione triennale, coinvolgendo tutti gli operatori e stimolandoli ad operare anche in riferimento ad Expo 2015, evento catalizzante che potrebbe rivelarsi importante anche per il Carnevale di Venezia.

In quest'ottica, quindi, anche il Capodanno sarà in maschera, un'anticipazione di quello che accadrà dal 26 gennaio al 12 febbraio 2013 e una modalità assicurata di divertimento, per un San Silvestro di certo indimenticabile. Del resto la tradizione storica veneziana era solita far iniziare il Carnevale già il giorno di Santo Stefano, perché quindi non lasciarsi ispirare dalla storia della Serenissima?

Le origini del Carnevale di Venezia sono antichissime, le prime testimonianza scritte risalgono addirittura al 1094, quando il termine Carnevale compare in alcuni documenti del Doge in cui si parla di “divertimenti pubblici”, all'epoca già attestati come riti sociali di estrema importanza. Come era accaduto nell'antica Roma con i giochi gladatori, i divertimenti concessi anche agli starti più umili della popolazioni servivano non solo per affrancarli dal duro lavoro al quale erano costretti da un sistema suddiviso in classi, ma anche e soprattutto di “rabbonire” l'opinione dei lavoratori nei confronti del governo e scongiurare così proteste e rivolte. Il livellamento della diversità tra una casta e l'altra era garantito, a differenza di quello che accadeva a Roma, dai costumi e dalle maschere, cosicché cittadini e forestieri si riversavano in città per intere giornate di balli sfrenati, feste, musiche e di sospensione di doveri e moralità.

La festa dell'ultimo dell'anno forse non sarà così sfrenata ma di sicuro non mancherà il divertimento!