06/12/2011 | scritto da Staff

Con Benigni cala il sipario su #ilpi├╣grandespettacolodopoilweekend. Fiorello torna presto!

Ha puntato in alto Fiorello, per l'ultima puntata del suo più che fortunato #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend. Con l'apertura che ha visto protagonista niente meno che un più che energico Lorenzo Cherubini, dal quale il Fiore nazionale ha preso in prestito il titolo del programma, i divertenti sketch con uno statuario (!) Roberto Bolle e la visita di Pippo Baudo (che ha avuto quasi il sapore di un'ideale passaggio di consegne), la serata è scivolata verso le vette dello share come ha fatto nelle prime tre puntate, regalando a mamma Rai risultati così dorati che nessuno se li ricordava più.

Ma l'ospite più atteso della serata era sicuramente Roberto Benigni, un'attesa forse non ripagata dalla performance, apparsa un po' meno spumeggiante del previsto. L'inizio canterino dedicato a Firenze ha lasciato il posto al monologo che tra i complimenti al padrone di casa e gli ammiccamenti a Mazza ha avuto il suo fulcro nella “grande passione” del comico toscano, l'ex premier al quale Benigni dichiara eterno amore “Silvio, ti sarò sempre fedele!”.

Forse tutti si aspettavano una mano più pesante nei confronti del Cavaliere, ma Benigni ha preferito mantenere un tono sminuente, paragonandolo continuamente alla categoria dei comici, perché, in fondo quanto ci siamo divertiti in questi ultimi 18 anni!. Ma dopo l'”Inno del corpo sciolto” si fa di nuovo serio e, pensando ai più giovani che sono le vere vittime di questa crisi storica, ricorda il presidente PertiniI giovani non hanno bisogno di sermoni, ma di esempi”. Al momento dei saluti c'è spazio per un altra citazione, attribuita allo scomparso fumettista Andrea PazienzaNon bisogna mai tornare indietro, nemmeno per prendere la rincorsa”.

Applausi al nostro premio Oscar, ma senza nulla togliere alla sua grandezza il vero Re rimane Fiorello, capace di trasformare l'editto anti profilattico nel “salva la vita pischelli”, una spassosa lectio rivolta ai più giovani (tema portante dei suoi interventi in queste quattro puntate), nonché un invito all'attenzione/prevenzione nel suo stile tanto divertente quanto efficace.

Cala quindi il sipario su un programma che ha fatto tornare la voglia di sedersi sul divano e accendere la tv a tanti italiani, che è riuscito a divertire senza mai essere volgare, senza utilizzare presunte starlette in succinte vesti, che ci ha fatto staccare la spina ma che, tra una risata e l'altra, non ci ha mai fatto staccare il cervello. Complimenti Fiorello, e grazie. Torna presto!